Lavoro. Troppi diritti ancora negati – L’esperienza di Alice

Illustrazione in evidenza di Giancarlo Caligaris

Nessuna persona cercava il lavoro, era il lavoro a cercare le persone. E le trovava in un baleno perché c’erano tantissime cose da fare: per esempio, ogni giorno le strade dovevano essere lavate-luccicate come specchi. Tutto luccicava come cieli d’inverno col sole, e sotto i cieli tutti lavoravano come formichine operose, alcuni cantando, come muratori, ecc. di tanti anni fa (formiche-cicala). E ogni giorno tutte le bocche di ogni angolo del mondo dovevano essere sfamate. Poi, appena il lavoro era terminato, all’istante veniva retribuito. PS. dimenticavo, tutte le buste paga erano uguali identiche tra loro, ci mancherebbe.

Vivian Lamarque

Di Alice Nebbia

Ogni volta una nuova sfida, una pagina bianca da scrivere, un numero preciso di battute da rispettare, dopo esserci confrontati in una riunione di redazione che ci ha visti protagonisti attivi di temi che ci stanno a cuore. Confronto, partecipazione, sensibilità e scrittura. Questa è l’essenza del Bullone.

Sfogliando i nostri numeri, il lavoro è stato uno dei tanti temi che abbiamo affrontato. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi che oggi porta con sé: in rapporto alle relazioni sociali e alle nuove tecnologie, nei confronti di noi stessi, della nostra salute, dell’ambiente in cui viviamo.

Abbiamo indagato sul tema dell’occupazione toccando con mano tutti questi ambiti. Abbiamo pensato a come viene vissuta la questione in molte realtà, attraverso testimonianze dirette e interviste che ci aprono e ci spingono a una maggiore e, oserei dire doverosa, sensibilità

Ci siamo confrontati con importanti realtà come Taranto, Casale Monferrato e Cogoleto, in cui il lavoro ha portato gravi danni alla salute dei cittadini. Siamo rimasti colpiti da come in queste comunità riesca a sopravvivere un forte senso di appartenenza che le spinge a combattere battaglie estenuanti per la difesa dei propri diritti. 

Illustrazione di Giancarlo Caligaris

Ci siamo calati nel tema della sicurezza sul lavoro, indagando sulla sua presenza nelle imprese e nelle scuole. Ci siamo chiesti se la retribuzione è davvero proporzionata alla quantità e alla qualità della mansione svolta e come questa sia ancora iniqua nel rapporto uomo-donna.

Legata all’occupazione, abbiamo affrontato la questione dell’invalidità, un nòcciolo importante che, per la burocrazia che si porta dietro, si traduce in un labirinto kafkiano per il malato e i suoi familiari. 

Nell’analizzare il tema del lavoro, ci siamo inevitabilmente avvicinati anche alla questione ambientale, al cambiamento climatico che ogni giorno ci tocca sempre più da vicino. 

Addentrandoci nella realtà lavorativa attuale, abbiamo pensato a come questa spesso stimoli competizioni e arrivismo, alterando il nostro modo di relazionarci.

Ci siamo proiettati nel futuro, pensando ai possibili scenari occupazionali. Come la robotica entrerà nella realtà lavorativa, cambiando il nostro modo di pensare e vivere. Quali professioni saranno destinate a scomparire, quali ritorneranno e perfino quali nuove e ipotetiche potranno farsi largo. 

Il tema del lavoro è stato declinato in molteplici forme, ognuna delle quali ha arricchito il nostro modo di pensare e scrivere, facendoci sempre riflettere su quale contributo noi possiamo dare, affinché anche il lavoro possa diventare una realtà, umanamente e concretamente, accessibile a tutti.