Le testimonianze – Rispettando le regole sono guarita

Di Eleonora Bianchi

Desideravo tanto che la mente delle persone comprendesse il valore di un gesto. Probabilmente siamo un passo più vicini a far sì che i valori davvero importanti vengano riconosciuti. I gesti valgono più di mille parole, i sentimenti, le emozioni sono le cose più forti che ci siano. In questi giorni di quarantena mi sono trovata a riflettere su molte cose. Fin da quando ero piccola ho avuto una visione utopica del mondo. Immaginatevi se tutti si aiutassero l’un l’altro, e non esistesse il bisogno di ricevere qualcosa in cambio. Immaginate un mondo dove prima di criticare ci fosse un confronto, prima della paura ci fosse la comprensione. Ipotizzate che l’economia non fosse l’unico centro della società, ma che si potesse anche guadagnare qualcosa di differente, come la fiducia di una persona, o l’amore incondizionato, profondo e rispettoso.

Un mondo così, per ora, è proprio un’utopia. La realtà in cui viviamo si è sempre incentrata su altro e purtroppo bisogna fare i conti col fatto che non siamo tutti uguali nella comprensione delle cose. Ognuno vede e comprende a modo suo. Penso tante cose durante queste giornate di isolamento, io un periodo simile l’ho già vissuto. Qualche anno fa, infatti, il mio modo di vivere è dovuto cambiare. In questi giorni sento che un cambiamento è di nuovo in atto. La differenza è che ai tempi ero solo io a dover lottare contro un nemico un po’ più forte di me, oggi siamo in molti a doverlo fare. Sapevo di poter guarire dalla leucemia, perché rispetto ad anni prima c’erano molte più probabilità di venirne fuori, ma non sapevo se io, con le mie forze, ce l’avrei fatta. Alla fine sono guarita, sono stata più forte di quanto pensassi, ho resistito, ho rispettato le regole, ho scavato dentro di me fino a trovare tutta la forza possibile. Ho avuto fede nelle persone che mi circondavano, medici e familiari, e non nego di aver avuto anche un altro tipo di fede, oggi un po’ più flebile. Negli anni successivi ho condiviso battaglie diverse dalla mia con persone care e ognuna di loro, lottando con determinazione, ha raggiunto dei traguardi. È stata dura vedere anche altri in difficoltà, ma ho imparato e sto imparando molte cose. In questo momento dobbiamo provare tutti ad avere forza di volontà, a restare gli uni vicini agli altri, anche se distanti.

È importante credere nella guarigione e nella risoluzione delle difficoltà, adattandoci a una realtà che ci mette alla prova. Paragonare la mia malattia a questa situazione è facile, ma per me rievocarla, quando invece stavo provando ad eliminarne definitivamente i ricordi negativi, è arduo. Ripensarci non è semplice, ma mi accorgo nuovamente che doni magnifici siano la vita e la rinascita. Tutto passa e anche se il timore che una situazione difficile possa tornare, si diventerà più consapevoli e si percepiranno le cose diversamente. Anche la morte sarà interpretata in un altro modo, avrà un valore nuovo per chi sarà sopravvissuto e la perdita di qualcuno di caro, credo, avrà un peso differente. Sono parole difficili, forti da scrivere, ma ho visto sparire ragazzi in cura con me e amici incontrati successivamente. Sarà complicato affrontare un vero cambiamento, ma mi auguro che dopo questa esperienza ci saranno molte più persone in grado di dare valore a ciò che abbiamo di più importante: la vita e ogni cosa bella che ci offre, come un compagno, una compagna, una famiglia, la natura, la condivisione, un gesto. Capiremo la profondità di un abbraccio, di una carezza, di un’attenzione. Spero che la società arrivi a discernere ciò che è rilevante, da ciò che invece è superfluo.