Amore e amicizia ci salveranno – L’incontro con i filosofi dell’amore Manuela Mantegazza e Franco Bolelli

Il Bullone propone alcuni interventi da attuare entro l’anno sui settori più importanti della società. Per la ripartenza ora più che mai dobbiamo puntare sui sentimenti. Le relazioni affettive ci aiuteranno nei prossimi mesi di difficile convivenza con il Coronavirus

Cornice di Carol Rollo

Di Cinzia Farina

La ripartenza durante il Coronavirus: l’amore e l’amicizia ci salveranno? Lo abbiamo chiesto a Franco Bolelli, filosofo e scrittore, e a Manuela Mantegazza, sua moglie e autrice insieme a lui di numerosi libri. 

Secondo voi quale sentimento ai tempi del Covid riesce a sopravvivere? 

Franco: «I rapporti che non hanno paura della sfida. È un periodo molto complicato per le relazioni a distanza, chi lo ha accolto come un’occasione di crescita, farà progressi. Oggi abbiamo bisogno di grandi sentimenti, forse ancora più di prima. Rafforzare le relazioni umane è l’azione che più di tutte dobbiamo intraprendere».

Manuela: «Riesce a sopravvivere chi trasforma le emozioni in sentimenti più potenti, per raccontare e raccontarsi. Visto che ora manca il gesto, ci sia almeno la parola».

In questo periodo si sono smascherati i sentimenti che vivevano in «superficie»?

Manuela: «Certamente, il maschile ha più difficoltà a raccontare i propri sentimenti, per cui oggi ancora di più nel mantenere vivo il fuoco».

Franco: «Credo che qualcuno uscirà da questo periodo forzato con una voglia di relazioni superficiali».

Manuela: «Sì, manca persino quel bacio frettoloso che era più di forma che di contenuto. Alcune coppie che sembravano solide stanno crollando, altre invece che erano un po’ perse sono state capaci di riaccendere la complicità comunicativa». 

Da una parte questa carenza di fisicità sentimentale, dall’altra la paura, come ne usciremo?

Franco: «Sarà difficile togliersi dalla pelle la paura, più per gli adulti, perché i ragazzi accettano la sfida con più facilità». 

Manuela: «Abbiamo vissuto di contatti fugaci, di grandi passioni, che poi naufragano velocemente. Questo periodo dovrebbe servire per elaborare una voglia di ripartire più carica di valori consistenti».

Manuela Mantegazza e Franco Bolelli, coniugi, scrittori e intellettuali milanesi, organizzano ogni anno il Festival dell’Amore in Triennale. Hanno scritto Tutta la verità sull’amore e + donna + uomo (Foto: corrieredelmezzogiorno. corriere.it)

Cosa ci lascerà questo periodo nel vivere l’amore e l’amicizia?

Franco: «Da una parte la paura del contagio, una paura terribile e insidiosa e, allo stesso tempo, la voglia dello slancio fisico, compresso da settimane. Ci sarà inevitabilmente una situazione “schizofrenica” fra un estremo e l’altro».

Manuela: «Nella vita d’altronde tutto va in modo duale, è la via di mezzo che spesso manca ed è quella che riesce a tenere insieme la paura con il coraggio». 

Franco: «Bisogna cercare di combinare il coraggio e la paura, questa è la vera chiave di volta». 

Questa situazione quanto ha inciso sul rapporto tra sentimenti e tecnologia?

Manuela: «Ogni difficoltà ti mette davanti a due scelte: subirla o usarla. Noi adulti abbiamo avuto bisogno di un adattamento maggiore, i giovani sono cresciuti con la tecnologia, si sono inventati un modo di incontrarsi davanti allo schermo con i loro amici e fidanzati. Finalmente anche gli adulti stanno cominciando a vedere la tecnologia come il mezzo che ci ha tenuto in equilibrio con gli affetti».  

Franco: «I giovani hanno trovato un rapporto molto creativo con la situazione che stanno vivendo. Possiamo “ricreare” la vicinanza con i nostri affetti lontani. In questo senso scopriamo che corpo e tecnologia sono fatti per stare insieme, non è vero che sono in contrapposizione». 

Manuela: «È ora di smetterla di mettere sempre le cose a confronto. Non esiste il bene assoluto o il male assoluto, se non solo come archetipi». 

Il virus ci avrà cambiato, vivremo con «distanze» diverse o torneremo come prima? 

Franco: «Dobbiamo abituarci all’idea che viviamo in un mondo globale, dove c’è il tutto e il contrario di tutto. Prima, ad esempio, c’era uno stile, una tendenza, in questi anni c’è spazio per qualunque cosa: si è coniata la coesistenza. C’è spazio per un salto avanti e per la conservazione, per chi ha vissuto questo periodo in maniera drammatica e non ne uscirà bene, e chi l’avrà vissuto come un’opportunità per costruirci qualcosa». 

Manuela: «Spero ci sia più tendenza verso la parte nuova, creativa, in modo che si verifichi un passo evolutivo». 

Quale sarà la ripartenza sentimentale nel campo dell’amicizia e dell’amore? 

Franco: «Nell’amicizia penso che cambi poco, se non una selezione più accurata, i rapporti di questo tipo sono più facili, non chiedono di mettersi a nudo totalmente. L’amore è più complicato, devi reinventare una relazione o costruirne una, in questo momento viene richiesto un potente senso dell’impresa».

Manuela: «Per quanto concerne l’amicizia penso, come Franco, che queste non abbiano bisogno di un flusso costante per vivere. Nell’amore credo che le coppie che sono state lontane e hanno resistito, metteranno più fuoco nei loro incontri, invece quelle che hanno vissuto insieme dovranno fare degli aggiustamenti. Chi ha recuperato il rapporto cercherà di mantenerlo con la comunicazione ritrovata, altre accetteranno di vivere a metà o ci saranno delle separazioni». 

Franco: «La differenza dipende da quanta legna mettiamo sul fuoco, ma questo valeva anche prima del virus». 

Manuela: «Il virus ha scoperto i “nervi“, rendendo tutti più nudi, ci ha costretti a vedere cose che prima non vedevamo».