Maestro o seduttore? Vorrei essere un seduttore

Qui ti porto un ultimo binomio: il seduttore e il maestro. Il primo chi è? È colui che ti garantisce il godimento ma non ti rende fecondo. Noi siamo sempre attratti dal seduttore, così come dal sistema consumistico in cui siamoimmersi, che ci porta delle continue striscioline di soddisfazione. Ma dell’incontro con il seduttore non ti resta niente. Il maestro, invece, è colui che ti rende fecondo e per questo a volte ti chiede di rinunciare al godimento. Il dono del maestro lo ritrovi anni dopo. Il seduttore è lontano, resta da seguire il maestro. E lo stesso accade con Willi il Coyote e quell’odioso di Beep Beep. Nell’esistenza di Willi c’è la continua rincorsa, la continua caccia, imperterrita e instancabile. Beep Beep è il seduttore, invece, che ride e scappa, senza lasciare nulla.

Silvano Petrosino intervistato nel Bullone numero 45

Di Edoardo Hesemberger

Parliamoci chiaro, la seduzione è quella cosa che tutti cerchiamo di disprezzare, ma che sotto sotto, vorremmo essere capaci di esercitare.

Essere dei seduttori ha senza ombra di dubbio una valenza negativa, motivo per cui il più grande seduttore di tutti i tempi resta il Diavolo, l’emblema stesso del male.

Vorrei essere un seduttore

Eppure a me la seduzione piace, lo dichiaro apertamente, vorrei essere un seduttore, uno di quelli che forse non ti lascia niente, ma avrai sempre l’impressione che riesca in tutto quello che fa, mantenendo un alone di mistero intorno a sé, e per quanto possiamo disprezzarlo, spesso lo invidiamo.

Il paragone fatto di recente è quello tra il maestro e il seduttore, il maestro è ovviamente quello che ti porta sul cammino dei sacrifici con la speranza di ottenere risultati duraturi nel lungo periodo; il seduttore è invece colui che dovrebbe portarti un piacere istantaneo, probabilmente effimero, ma quasi certamente assicurato. Insomma, il seduttore si abbandona alle tentazioni, il maestro resiste ad esse.

Gesù nel deserto che resiste al diavolo.

Sembra quasi impossibile da salvare questo fantomatico seduttore, eppure ne restiamo tutti affascinati, senza sapere quanto sia effettivamente profondo.

Dorian Gray

Il Ritratto Di Dorian Gray è un bell’esempio di chi, per la sola estetica e quindi per rimanere seducente, ha rinunciato alla propria anima; voi mi direte che per il bell’Inglese non è finita troppo bene, ma io continuo a non esserne sicuro, ha avuto ciò che voleva, se l’è goduto per un lungo periodo, e dopo essersene inevitabilmente stufato l’ha, possiamo dire, fatta finita, un atteggiamento sicuramente infantile, ma non per questo negativo.

Quante volte abbiamo sentito dire che i bambini sono gli unici a capire l’essenza della vita? Allora dico io, riuscire a mantenere un atteggiamento infantile, in senso lato,  non dev’essere così male.

Il mio compito è spezzare più lance possibile in favore del seduttore, ma sto cominciando a pensare che sia la vita stessa ad essere molto più adatta all’arte della seduzione, rispetto a quella dell’insegnamento. Basta pensare al fatto che non abbiamo assolutamente un’idea del perché siamo su questa Terra, non sappiamo perché viviamo e non sappiamo come saranno le cose dopo che saremo morti, così come non sappiamo come fossero prima della nostra nascita; quello che sappiamo è che siamo qui, e potremmo non esserci più da un momento all’altro… il piacere istantaneo è l’unica vera risposta alla logica della vita, e per quanto ci possa piacere pensare di vedere un quadro più ampio, forse dobbiamo renderci conto che potrebbe non esistere alcun «più ampio».

Un altro esempio eclatante di maestro e seduttore lo ritrovo anche nei fumetti Disney; il maestro è senza ombra di dubbio Paperon de’ Paperoni, il ricco zio che ha costruito la propria fortuna da zero, cercando di essere sempre migliore degli avversari che si è trovato di fronte; il seduttore invece, è il fortunato nipote Gastone Paperone, colui che non ha mai dovuto lavorare un solo giorno nella sua vita, grazie all’aiuto della «dea bendata».

Devo essere sincero, tra i due ho sempre preferito il primo, ma se ci ripenso adesso mi rendo conto che la strada del maestro è una strada che pur richiedendo sacrifici e sofferenza, resta aperta a tutti coloro che vogliano intraprenderla; la via della seduzione invece, è più difficile da seguire, perché non è una via segnata, si confonde con tutte le altre e richiede della fortuna, ma soprattutto non è disponibile per tutti, motivo per cui probabilmente ne restiamo a tratti affascinati e a tratti innervositi.  

Maestri o seduttori?

Tutti vorremmo essere maestri veri, ma non siamo capaci di accettare quelli che scelgono di essere (o lo sono per talento) seduttori, perché pensiamo che abbiano la vita facile e quindi automaticamente è maggiore il disprezzo nei loro confronti, rispetto alla voglia di perseguire il percorso cha abbiamo scelto.

Se Willy il coyote potesse fare cambio con Beep-beep, probabilmente lo farebbe, e se invece che dedicare le giornate provando a uccidere un banale uccello di colore blu si occupasse d’altro, probabilmente avrebbe più successo. 

Ma la natura è fatta di opposti, di tesi e antitesi, di eroe e anti eroe, e quindi alla fine il rispetto verso l’avversario sarà sempre la cosa migliore ad accompagnarci in ogni sfida; il maestro, quello vero, sarà sempre in grado di riconoscere nel seduttore una figura da non sottovalutare, così come il seduttore riconoscerà sempre nel maestro una figura forse più autentica, ma che non fa parte della propria natura.

Gastone il fortunato non invidia le sudate ricchezze dello Zio Paperone, lo Zio Paperone non invidia la fortuna del nipote Gastone; in fin dei conti basta sapere da che parte si vuole stare, attenendosi con lealtà alle proprie scelte, per essere alla fine un buon maestro o un invidiato seduttore.