Razzismo e Floyd Un’occasione per non essere più indifferenti

La tragedia di Minneapolis ha fatto discutere il mondo. Anche noi del Bullone cerchiamo di capire come affrontare violenza e razzismo, dalla parte dei più deboli. È il momento dell’impegno e della presa di coscienza contro le ingiustizie e le morti incomprensibili.

Cornice di Alberto Ruggieri

Di Chiara Malinverno

Tutti conosciamo il razzismo, ma spesso ce ne siamo disinteressati. Invece nel 2020 ci siamo trovati a dover lottare perché la vita di un nero valesse quanto quella di un bianco.

La morte di George Floyd

È come se la morte di George Floyd ci avesse svegliati, rendendoci consapevoli di un fenomeno che tutti conoscevamo, ma a cui nessuno badava molto. Sapevamo che il colore della pelle fosse ancora un elemento di divisione, ma non credevamo potesse arrivare ad essere il pretesto per uccidere un uomo.

Abbiamo manifestato per i diritti dei lavoratori, delle donne, degli omosessuali, ma erano anni che non si vedevano manifestazioni a favore dei diritti dei neri. Non perché non ce ne importasse nulla, semplicemente credevamo che i neri non avessero così bisogno di rivendicare i propri diritti. Quanto siamo stati ingenui. Come abbiamo potuto pensare che le discriminazioni razziali non meritassero attenzione? Prendiamo ad esempio gli Stati Uniti, nazione al centro delle polemiche. Stando a quanto riporta il Fatto Quotidiano, la polizia statunitense tra il 2017 e il 2018 ha commesso 2311 omicidi di cui il 40% erano afroamericani.

Movimento antirazzista negli USA
Movimento antirazzista negli USA

La popolazione afroamericana negli USA

Considerando che la popolazione afroamericana degli Stati Uniti è solo il 14% del totale, questo dato non lascia dubbi. Negli USA si muore perché neri, ma come è possibile che ciò accada ancora? Non ho elementi per dare una risposta, so solo che è colpa nostra. Riprendendo una citazione dell’attivista statunitense Angela Davis: «In una società razzista non basta non essere razzisti, bisogna essere antirazzisti». Forse siamo stati degli antirazzisti troppo tiepidi. Ci siamo resi conto dell’esistenza di discriminazioni, ma non abbiamo mai fatto abbastanza per eliminarle. Siamo stati indifferenti davanti a soprusi e abusi, ci siamo limitati a dissociarcene senza mai fare nulla di concreto. Non voglio generalizzare, ma pensiamoci.

Sapremmo indicare un momento in cui ci siamo opposti con concreta fermezza a episodi di discriminazione o di razzismo? Sicuramente tutti noi avremo speso parole di critica, ma pochi di noi avranno fatto qualcosa di concreto. Anche in questo momento, in cui ci siamo improvvisamente resi conto di quanto il razzismo sia diffuso e pericoloso, non stiamo poi facendo molto, almeno in Italia. Abbiamo silenziato i nostri profili social con l’hashtag #blackouttuesday, siamo scesi in piazza qualche giorno, abbiamo imbrattato con poca intelligenza alcune statue e poco di più. Mi chiedo se questa sia stata una risposta adeguata alla morte ingiusta di un uomo.

Movimento antirazzista negli USA
Movimento antirazzista negli USA

La manifestazione di Minneapolis

Ancora una volta il mondo occidentale è stato tiepido. L’unica vera eccezione è stata la città di Minneapolis, teatro dell’assassinio di Floyd. Da lì sono partite spontaneamente manifestazioni di protesta che hanno raggiunto in pochi giorni centinaia di centri in tutti gli Stati Uniti e in alcune parti del mondo. Senza la concretezza dei cittadini di Minneapolis, probabilmente la morte di George Floyd sarebbe stata dimenticata come molte altre morti ingiuste, invece grazie a loro ancora oggi, a distanza di un mese, si parla di George Floyd. Non so quali saranno le conseguenze a lungo termine di questo evento tragico, ma sicuramente sarà stata un’occasione per non essere indifferenti.