Milano com’era, Milano com’è – La Milano del 1400

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Cornice di Paola Parra

Di Cristina Sarcina

La Milano del 1400

La seconda metà del Trecento fu un periodo tormentato: i crescenti contrasti tra ricchi e poveri si concretizzarono nelle grandi rivolte contadine e nei tumulti urbani.

Il diffondersi della Peste Nera falcidiò oltre un terzo della popolazione europea. Il sogno di un impero cristiano che avrebbe unito gli europei sotto un unico sovrano, era ormai un’illusione, inconsistente e anacronistica. Nel Quattrocento si stava ormai affermando un mondo diverso, un’Europa «moderna», costituita da tanti Stati liberi e indipendenti l’uno dall’altro.

In Italia decaddero definitivamente i Comuni e si affermarono le Signorie, che in alcuni casi divennero così potenti da fondare veri e propri Stati regionali. In Italia si affermano il Ducato di Milano, la Repubblica di Firenze, la Repubblica di Venezia, lo Stato della Chiesa e il Regno di Napoli.

Nel 1395, con Gian Galeazzo Visconti nasce il ducato di Milano che include inizialmente 26 città tra il Monferrato e la laguna di Venezia. Il ducato fu governato dai Visconti sino al 1454, quando con la pace di Lodi giunsero al potere gli Sforza; per il ducato fu un periodo di ripresa economica, demografica e di consolidamento politico. Nel 1480 Ludovico il Moro sale al governo e Milano entra nel pieno Rinascimento, la corte diventa una delle più splendide d’Europa.

Cristina Sarcina interpretata da Chiara Bosna

Siamo a metà del 1400, sono gli anni delle grandi scoperte geografiche, questo è un periodo di prosperità che sancisce la fine del Medioevo e la nascita del Rinascimento con l’affermarsi di una nuova cultura che prende il nome di Umanesimo. Le corti si arricchiscono della presenza di artisti e letterati, tecnici ed ingegneri. Ispirato da Francesco Petrarca, l’Umanesimo crede nella riscoperta dei classici latini e greci al fine di avviare una «rinascita» della cultura europea dopo i secoli bui del Medioevo.

La corte milanese, influenzata da Firenze e Urbino, investe sull’innovazione, eppure rimane vivo il dialogo tra la continuità e il rinnovamento. L’uomo è «messo al centro» del mondo, creatura libera e capace di operare su tutte le cose attraverso le sue arti. Anche lo stile architettonico persegue la riscoperta dell’architettura classica, si ricercano proporzioni armoniche, forme geometriche semplici per la definizione delle planimetrie, l’uso di volte a vela e a botte.

Con la lunga presenza di Petrarca e di grandi artisti come Leonardo, Bramante e il Filarete, la città di Milano fu polo umanistico di primaria importanza: sono questi gli anni dei grandi cantieri del Duomo e della Ca’ Granda, delle numerose chiese in tardo gotico, dei decori preziosi e degli affreschi che abbellirono le sale del Castello e i palazzi milanesi. Gli studi ingegneristici raccolti nel codice di Leonardo e conservati alla Pinacoteca Ambrosiana, l’Ultima cena conservata nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, lo studio della prospettiva di Bramante in Santa Maria presso San Satiro e ancora gli affreschi del pittore Vincenzo Foppa in Sant’Eustorgio.

Nell’itinerario di oggi visiteremo il grande cantiere del Duomo.

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Illustrazione di Cristina Sarcina

Il Duomo

I lavori di costruzione iniziano nel 1386 sull’antica cattedrale di Santa Maria Maggiore, eretta nell’836. È la partenza di un’impresa tra le più colossali per gigantismo e drenaggio di risorse che compete con i grandi cantieri d’Oltralpe. Ci vogliono quasi 500 anni perché la cattedrale sia ultimata; il cantiere, anche nominato «gran fabbrica», è l’occasione per innovare le pratiche edilizie, si aprono i navigli, usati per il trasporto dei materiali, si fa strada il tema del rapporto tra monumento e spazio urbano, nasce l’idea di un sagrato e di una piazza antistante. È un grande laboratorio per i maggiori architetti del secolo: italiani e locali, maestri del disegno dal centro Italia e architetti stranieri. L’itinerario di oggi è dedicato al ‘400, ma un monumento così complesso merita una lettura più ampia, che comprende anche i secoli successivi.

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La Fabbrica del Duomo

Quello che si vede oggi è una soluzione di compromesso dei primi del Novecento, i numerosi progetti proposti nei secoli sono esposti al museo della Fabbrica del Duomo. In facciata cinque campiture fanno intuire la presenza delle navate interne, i portali in bronzo intarsiati a rilievo narrano storie evangeliche, quello centrale è dedicato alla Vergine e raffigura la creazione di Eva. Le finestre soprastanti sono del XVII secolo, mentre il balcone centrale è del 1790. Ben 3400 statue arricchiscono la struttura esterna, figure di Santi, richiami biblici e mitologici, o semplicemente allegorie umane.

Lo schema planimetrico rispecchia la cultura e la tradizione lombarde, una pianta a croce latina, cinque navate e un alto soffitto: si parla di «chiesa a sala» nella particolare versione «a gradoni» con le navate a scalare in altezza. La struttura è compatta, priva di cappelle laterali, costituita da muri perimetrali portanti, piloni, contrafforti (sostegni di forma quadrangolare posti lungo la muratura), archi rampanti e cinquantadue pilastri.

Fulcro della cattedrale è il tiburio, elemento caratteristico di molte chiese quattrocentesche lombarde, si distingue nel Duomo per insolite proporzioni di grandezza e per un vasto corredo decorativo scultoreo.

La base ottagonale, che si sviluppa in altezza nel punto di incrocio tra navata centrale e transetto, rinforzato da quattro grandi pilastri e da numerosi archi, ha la funzione strutturale di racchiudere e proteggere la cupola interna. La simbologia religiosa che gli viene attribuita è forte: la guglia maggiore, coronamento del volume, viene paragonata a Cristo, e i gugliotti ai quattro evangelisti; si dice inoltre che il tiburio sia stato eretto come «laudario» di Maria, a cui la cattedrale è dedicata.

Illustrazione di Cristina Sarcina

Le Vetrate Più Grandi Del Mondo

Il Duomo di Milano vanta il primato delle vetrate più grandi del mondo con le tre grandi finestre absidali. Furono i progettisti tedeschi e francesi a portare quest’arte al cantiere milanese, vetrate colorate e dalla pregiata lavorazione, che raccontano episodi dell’Antico e Nuovo Testamento, le vite dei Santi e la storia della Chiesa.  Una grande «biblia pauperum» nella quale i fedeli imparano con gli occhi tutto ciò che devono sapere della loro fede.  Oggi, nei giorni di festa e durante i fine settimana, è possibile ammirare le vetrate illuminate: di giorno dall’interno, grazie al sole che filtra; di notte, 55 speciali candele proiettano i personaggi biblici all’esterno.

I portali della Sacrestia Sud sono le prime opere scolpite all’interno della Cattedrale, caratteristici della scultura lombarda di fine Trecento, sono capolavoro di fede e di arte. Un prezioso reliquiario di immagini bibliche cinto dentro forme architettoniche. Se vi soffermate ad osservare noterete: l’architrave alla base in cui si raffigurano teste di profeti, la cornice con le vergini sagge e stolte, il corpo centrale che narra scene di vita di Cristo e un sovraporta ad arco acuto coronato da due guglie e decori.

La Cripta dei Pellegrini è un piccolo ambiente circolare che veniva utilizzato durante il periodo invernale per la sua temperatura più mite. Al centro troviamo l’altare circoscritto da otto colonne in marmo rosso e protetto da una volta ricca e raffinata, decorata a stucco e affresco. Ancora oggi la mattina presto, i sacerdoti seduti sugli antichi stalli lignei del coro, celebrano qui l’Eucaristia capitolare in lingua latina.

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Illustrazione di Cristina Sarcina

Da Cercare

A conclusione del nostro itinerario, quattro curiosità che vi invito a cercare all’interno della Cattedrale:

  1. La meridiana: in vicinanza dell’ingresso una striscia d’ottone incassata nel pavimento attraversa la navata e sale per 3 metri sulla parete di sinistra. Un foro posto all’altezza di 24 metri sulla parete opposta proietta a mezzogiorno un raggio di luce su questa striscia.
  2. Il sacco del giudizio universale: sospeso sopra la navata di destra non distante dall’ingresso c’è un gigantesco sacco, nessuno conosce il suo contenuto, ma si dice che cadrà solo alla fine del mondo.
  3. Il chiodo della croce: sopra l’altare maggiore, appeso in una nicchia nella volta, è conservato il sacro Chiodo della Vera Croce. Anche se sospeso molto in alto, una luce rossa lo rende visibile da tutta la cattedrale. Oggi il Chiodo viene portato in processione il 14 settembre, festa dell’Esaltazione della santa Croce.
  4. Resti della basilica vetus: aperti al pubblico, nei sotterranei del Duomo sono visibili i resti della Basilica di Santa Maria Maggiore e dei due battisteri voluti da Ambrogio. Ancora oggi, se andate sul sagrato alto davanti alla Cattedrale, potrete individuare incisi sui lastroni del pavimento i segni dell’ottagono dell’antico Battistero di San Giovanni alle Fonti che si trova nei sotterranei.