Sale Chiuse, Il Cinema Si Sposta A Casa Con Netflix

Di Silvio Danese

Regna la confusione, l’instabilità, il disorientamento, si lancia il «si salvi chi può», da leggere come «ognun per sé», purtroppo senza l’altra parte del proverbio: «e Dio per tutti».

Sale Chiuse E Set Sospesi

Sale chiuse per quattro mesi e modeste riaperture, purtroppo vane, indicano il perimetro di un disastro. I distributori tengono in freezer i film per chissà quale miracolo d’autunno, mentre gli esercenti, oggi, non domani, hanno bisogno di titoli per riportare il pubblico in sala.

I set sospesi, dai blockbuster (Matrix 4, Mission Impossible 7) ai film d’autore (la bio di Scarpetta, di Martone, l’ultimo Allen) lasciano troupe e indotto senza un euro e il futuro senza prodotti (chiamiamoli così, anche se il cinema è un movimento continuo tra industria e arte). E poi quelle mail da Variety International come bollettini di battaglie dal mondo, con sporadiche riprese (in Giappone! in Svezia!) vendute come vittorie di guerra.

Il punto però è questo: non è che il sistema, sembrando perdere tutto, sta accelerando una mutazione? Blindati in casa, e anche ora che stiamo «nasando» l’estate liberatoria, tutti ci siamo accorti che il cinema ha moltiplicato i canali di distribuzione. Per ora può sembrare solo un inevitabile ginepraio di offerte di film in tanti luoghi non-sala, sul web o sulle tv satellitari, in abbonamento, on demand o gratis (Raiplay), dappertutto meno che davanti a quel grande schermo dove il cinema si fa da 120 anni.

Novi Distributori E Nuove Piattaforme

I distributori hanno affidato film pronti in listino, alle piattaforme più note, da Netflix a Disney+ a Amazon Prime, quando addirittura in quattro e quattr’otto non ne hanno creata una di brand, per esempio miocinema.it di Lucky Red o #iorestoinsala, iniziativa trasversale di esercenti italiani che prevede, con l’acquisto del biglietto, una quota per la sala. Come è noto fin qui, secondo norma di legge, i film usciti in sala sono a disposizione per tv e computer o dvd, secondo tempi differiti. Un sistema mondiale in continuo movimento, tra acquisizioni di diritti, grandi network di distribuzione web e pacchetti per le tv a canone, preme da tempo per ridurre queste «finestre». Un esempio di sincronia di distribuzione: Netflix ha prodotto l’ultimo film di Martin Scorsese e l’ha distribuito su piattaforma e in alcune sale. Ora, la questione ha preso la rincorsa, e qui diventa un discorso complesso dimostrare che il film è figlio naturale della sala.  
Vuoi vedere che un giorno non lontano ci diranno che un virus ha accelerato, anzi imposto, una rivoluzione nella storia del cinema?