Too Good To Go (TGTG) L’App Contro Lo Spreco Alimentare

Too Good To Go (TGTG)
Too Good To Go (TGTG)

In questo articolo, l’intervista ad Eugenio Sapora, Country Manager di Too Good To Go (TGTG), l’applicazione che combatte lo spreco alimentare.

Di Andrea Pravadelli

Tre anni e mezzo dopo aver evitato che un pasto finisse nella spazzatura a Copenhagen, Too Good To Go (TGTG) ha finora salvato dallo stesso destino 29 milioni di pasti ed evitato l’immissione nell’atmosfera dell’equivalente di più di 72.000 tonnellate di gas effetto serra, il corrispondente di 15.000 veicoli guidati per un anno. Attraverso una comunità di 18 milioni di utenti chiamati guerrieri dello spreco e 38.000 ristoranti, supermercati e caffè in 14 paesi differenti, TGTG con la sua app sta riuscendo a ridurre lo spreco alimentare di circa un pasto al secondo permettendo alle persone di acquistare, a prezzo ridotto, l’invenduto della giornata da ritirare direttamente in negozio, possibilmente con il proprio sacchetto, per garantire un impatto zero.

Eugenio Sapora, Country manager di Too Good To Go Italia, ci parla di alcuni dei punti più importanti del lavoro che nel nostro paese stanno svolgendo per combattere lo spreco alimentare.

Ci racconti come nasce TGTG e l’app contro lo spreco alimentare n.1 al mondo?

«Too Good To Go trae le sue radici in Danimarca alla fine del 2014 quando tre ragazzi iniziano a lavorare su un’app con l’idea di lottare contro lo spreco alimentare e di farlo attraverso la tecnologia. In quegli anni si stava sviluppando una coscienza collettiva sul tema, in Europa e in diversi paesi stavano nascendo iniziative simili. In Italia ad esempio tra il 2014 e il 2015 sono uscite due applicazioni con l’intento di preservare il cibo dallo spreco e lo stesso è successo in Francia, Germania e Inghilterra dove molti giovani hanno cominciato a sperimentare e ad interagire tra loro, permettendo una rapida evoluzione dello scenario. TGTG infatti è una società danese ma tra i fondatori ci sono anche persone da Francia ed Inghilterra. A partire dal secondo anno di vita, grazie all’aiuto del attuale CEO Mette Lykke, la società si è strutturata e ha cominciato a prendere piede».

Eugenio Sapora, Country Manager di Too Good To Go

Cosa ne pensi delle leggi attualmente in vigore che regolano la presenza dei prodotti sugli scaffali della grande distribuzione?

«Si può migliorare, per esempio estendendo i benefici fiscali attualmente garantiti solo a chi dona cibo anche alle realtà che lo reinseriscono nel ciclo di vendita. Per quanto riguarda TGTG, stiamo facendo un grosso lavoro per quanto riguarda le etichette, tema su cui vi è grande confusione. C’è molta differenza tra le diciture che riportano la data di scadenza e molte persone non sanno distinguere tra TMC e data di scadenza».

Pensi che il rapporto tra tutela del consumatore e rispetto per il cibo venduto sia equo?

«È fondamentale la trasparenza, se informiamo correttamente il consumatore allora automaticamente lo stiamo anche tutelando. Prioritario è non nuocere al consumatore ed è quindi giusto che un prodotto che può diventare pericoloso alla scadenza venga tolto, anche con un buon anticipo, dagli scaffali. Altri prodotti dove la dicitura è da consumare preferibilmente entro il hanno un margine molto più ampio per essere consumati senza diventare pericolosi».

Vi siete messi in gioco contro lo spreco alimentare e per farlo avete impostato un percorso che unisce quattro destinatari ben distinti ossia persone, aziende, scuole e politica. Quali motivi vi portano a credere che questi quattro ambiti siano i migliori nei quali portare avanti la vostra missione?

«Credo che questi quattro ambiti rappresentino la società attuale. Prima di tutto siamo individui e come tali vogliamo essere un veicolo per diffondere la nostra lotta da persona a persona. Oggi abbiamo avuto un milione di download, il che significa che un milione di persone si sono avvicinate al tema dello spreco attraverso la nostra app. L’educazione invece rappresenta i consumatori di domani: è fondamentale cominciare a sensibilizzare le generazioni future cui passare il testimone e per questo forniamo la documentazione sulla lotta allo spreco alle scuole, perché diventi materiale didattico. Non ci porta soldi ma è un punto che riteniamo fondamentale. Per quanto riguarda le aziende vi sono molteplici aspetti da considerare. Il nostro lavoro con loro è incontrarci e discutere di cosa possiamo fare insieme per ridurre lo spreco alimentare. Per finire la politica, la cui importanza è cruciale, perché se non riusciamo a farla evolvere sarà molto più complesso portare avanti questa lotta. Dobbiamo riuscire ad aggiornare le regole sulle etichette, le leggi, le priorità in agenda».

Le parole chiave de Il Bullone sono Pensare. Fare. Far pensare. Quali sono le tue tre parole chiave?

«Tra i valori principali di TGTG avevamo: fare e pensare. La nostra filosofia è prima di tutto agire. Uno dei miei motti è Raise the bar ed è quello che cerco di trasmettere ogni giorno. Per me significa non accontentarsi mai, essere ambiziosi e credere in se stessi, avere sempre fame di cose nuove, credere che tutto sia fattibile».