Amore, Amicizia E Famiglia Le Relazioni Durante La Malattia

Il Tempo Dell’Amicizia

Di Eleonora Bianchi

Quando ti ammali cambi e con te cambiano i legami affettivi che ti circondano.

Mi sono ammalata di leucemia nel 2008, allora ero un’adolescente e per due anni ho dovuto lottare contro una malattia che avrebbe anche potuto averla vinta. In quegli anni ho dovuto lasciare le scuole superiori appena iniziate e delle amicizie che stavo creando, poche ne sono rimaste.

Le Amicizie Che Restano

Le vecchie amicizie credevo sarebbero restate tutte al mio fianco, purtroppo da adolescenti non si è sempre pronti ad affrontare situazioni così complicate. Alcune amiche però, non mi hanno mai abbandonata. Sono poche, ma sono tuttora accanto a me. Marina è una di queste, lei c’è sempre stata.

Capivo che per lei non era facile vedermi star male, ma non mi trascurava e mi regalava ogni volta un po’ di normalità, passare le giornate con lei mi rendeva sempre di buon umore e nonostante la stanchezza dovuta alle cure, ci divertivamo a fare un sacco di cose assieme. Una delle attività più divertenti sicuramente era cucinare e soprattutto fare le meringhe. Un’altra cosa che non poteva mancare era guardarsi film con popcorn e patatine.

Ci mettevamo in camera e da una vasta selezione di film si finiva sempre per scegliere Harry Potter di cui entrambe siamo grandi fan. Marina è stata unica nel suo essermi accanto, nonostante tutte le difficoltà potevo fare affidamento sulla sua compagnia e sul divertimento condiviso. Tuttora è un’ottima amica, un sostegno e una carica di energia.

Le Amicizie Che Arrivano

Da che sono guarita condivido ancora molto con lei e rimane una delle migliori amiche che si possano avere. Dopo la malattia ho avuto modo di conoscere anche altre persone che hanno condiviso il mio stesso percorso. Durante una gita organizzata ho incontrato Denise, una forza della natura, una ragazza unica e anche se alle volte abbiamo avuto punti di vista differenti, credo che l’averla incontrata sia stato un dono.

Negli anni mi ha insegnato molto e mi ha aiutata a comprendere meglio me stessa e cosa volessi. La malattia mi ha tolto delle amicizie, ma me ne ha regalate anche molte altre e soprattutto mi ha fatto capire il valore di ognuna di esse e il valore che hanno le persone al mio fianco. Credo che la malattia muti tante cose e soprattutto muti le persone: alcune reagiscono in modo positivo nonostante sia difficile, altre fuggono per poi tornare se tutto andrà bene, alcune se ne vanno definitivamente e altre trovano un modo per esserti accanto silenziosamente.

Gli Amori Che Trovi

Oggi mi accorgo della fortuna che ho ad avere accanto a me delle buone amicizie e da un po’ anche un compagno unico che durante la malattia ancora non conoscevo, ma che credo sarebbe rimasto accanto a me. Quando ti ammali non sai come possano andare le cose, e il fatto che vicino a te ci sia qualcuno che non fugge ma che ti sostiene, è un dono prezioso e ti fa comprendere il valore della lealtà.  Un’altra cosa che sicuramente apprendi quando rischi di perdere la vita è il tempo. Puoi condividere momenti con le persone a cui tieni e che sia poco o tanto, il tempo che dedichi loro è importante e altrettanto importante è la presenza. Credo che la malattia nonostante mi abbia tolto molte cose, me ne ha date altrettante e soprattutto mi ha insegnato dei valori che cerco di portare con me. So che devo imparare ancora molto e mi auguro di saper sopportare le difficoltà che la vita ancora mi potrà riservare, spero che mi rimanga la capacità di reinventarmi e se qualcuno avrà bisogno di aiuto come ne ho avuto io in passato, voglio davvero di essere in grado di rimanergli accanto.

Non sarei Qui Oggi Senza…

Di Claudia Bellomo

Quando il destino ci pone di fronte a una difficile sfida come un tumore, lo shock emotivo e lo stress rischiano di compromettere i rapporti interpersonali. Vuoi perché si è tutti più nervosi, vuoi perché banalmente, non si può partecipare fisicamente come prima, alla vita sociale. Ci sono tantissime cose che ho imparato e di cui potrei parlare sui rapporti d’amore e d’amicizia durante la mia malattia.

Innanzitutto ho notato quanto si possa selezionare, tra amici e conoscenti, eliminando quasi totalmente la scala di grigi indefiniti che si viene a formare durante la vita.

Gli Amici Nel Momento Del Bisogno

Volendo parafrasare: gli amici si vedono nel momento del bisogno. E non c’è niente di più vero.

Molti rapporti diventano di contorno, qualcosa che non sempre porta del piacere.

Il nostro cervello non è settato per giustificare tutto il dolore che una malattia come la mia porta, di conseguenza le persone non comprendono e non accettano la tua condizione, come se stessi esasperando il tutto. Ti trovi a dover rispondere a domande banali, superflue e spesso stupide.

Ti chiedi se sei tu a non comprendere più il mondo, o se sono gli altri ad essere diventati meno ricettivi.

Uno dei problemi principali legati alla mia malattia inoltre, è il distanziamento sociale che bisogna tenere a causa delle cure che portano all’immunodepressione. La mia vita, durante i ricoveri era completamente in pausa, mentre vedevo tutto il resto del mondo andare avanti. 

La Possibilità Di Scegliere

Nel migliore dei casi impari quindi a stare da sola e a sopportare che tutto il resto procede, senza che tu possa decidere o farne parte.

Le decisioni sono un altro argomento «hot».

Le cure ti tolgono la possibilità di scegliere su molte cose, e questo influisce tantissimo anche sul rapporto con gli altri. 

Ricordo che uno dei primi pensieri, dopo l’infinito elenco delle controindicazioni della chemio, è stato: «E ora? Come faremo se non potrò avere figli?». Sapevo già che il mio compagno, anche se in un futuro ancora remoto, avrebbe voluto dei figli. Ci prendevamo già in giro perché il suo nome preferito è Ruggero (ma davvero? Cosa ti ha fatto di male quel bambino per volerlo chiamare così?!). Abbiamo dovuto incassare il colpo.

La malattia non ci ha portato via solo questo, ovviamente abbiamo dovuto fare molti sacrifici.

I Sacrifici

Il bacio proibito, l’abbraccio non dato, le cene rimandate, le vacanze mai fatte… un elenco lunghissimo.

Spesso mi sono ritrovata a pensare che non potevo far vivere una relazione del genere a un’altra persona e ho pensato più volte di lasciarlo, ma sono stata troppo egoista.

Perché quando arrivi a non avere la minima forza per alzarti, e intendo letteralmente, ti devi aggrappare a qualsiasi cosa ti faccia stare bene, e avere accanto delle persone per cui lottare, ha significato per me cercare nei meandri più profondi della mia persona, la forza di continuare. Perché diventi completamente inerme, torni ad essere bambina, hai bisogno della mamma e del papà, che, grazie al cielo, sono sempre riusciti a starmi accanto, anche nelle cose in cui una ragazza di trent’anni mai vorrebbe farsi aiutare dai propri genitori. Ma posso solo essere felice di aver ricevuto tutti questi aiuti, perché è soprattutto grazie a loro e al mio compagno, se sono riuscita a tirare fuori tutte quelle risorse fisiche e mentali necessarie a far sì che io sia qui oggi a scrivere questo articolo.