Relazione E Isolamento, I Bisogni Per Ricominciare

La relazione cardine, che ci ha un po’ scardinati, sconvolti e destabilizzati, è quella con noi stessi. Tante volte ci rifugiamo in mille cose da fare pur di non dover pensare ai nostri tormenti interiori, ai conflitti o alle fatiche che ci troviamo a vivere, a partire dalla nostra intimità.

Di Alessandra Parrino

Siamo rimasti per mesi isolati nelle nostre case, nei nostri pensieri, perdendo il conto dei giorni e delle ore, ma adesso che ci viene riconsegnata la vita, seppur con regole nuove da rispettare, non possiamo restare fermi ad aspettare. È il tempo dei ritorni, tempo della novità, tempo di riscoprirsi uguali e nuovi allo stesso tempo, tempo per scoprire come i nostri pensieri sono cambiati e come lo siano anche quelli delle persone accanto a noi. È il tempo di trasformare in meglio quello che prima era già bello e di scoprire la bellezza che si nasconde anche dentro le ombre.

Bisogno Di Rimettersi In Relazione

Così oggi non possiamo che partire dall’uomo. Uomo che in quanto tale ha bisogno di mettersi in relazione, ogni attimo della sua vita è un costante susseguirsi di interazioni che suscitano emozioni.

Allora al nostro nuovo ricominciare, nonostante sembri non essere cambiato niente, ci sorge spontaneo volgere uno sguardo sull’occasione di comprendere come plasmare o rinnovare queste relazioni su cui abbiamo avuto modo di riflettere, anche inconsapevolmente, nel tempo ormai passato.

La relazione cardine, che ci ha un po’ scardinati, sconvolti e destabilizzati, è quella con noi stessi. Tante volte ci rifugiamo in mille cose da fare pur di non dover pensare ai nostri tormenti interiori, ai conflitti o alle fatiche che ci troviamo a vivere, a partire dalla nostra intimità. In questi mesi tutto il «di più» che ci circondava, che ci faceva da scudo, è sparito e con esso sono sparite anche le scuse per non pensare a noi stessi.

La Relazione Con Noi Stessi

Ed è stato faticoso restare nella propria casa, dentro la propria storia, ma se c’è un frutto che possiamo cogliere, è la scoperta che possiamo starci, stare dentro la nostra vita, dentro le nostre fatiche, dentro tutta quella storia da cui vorremmo scappare, ma che ci rende unici. Così ognuno nelle quattro mura in cui è rimasto, si è trovato ad affrontare la paura e la scoperta di mettersi in relazione con se stesso. Ripartire con la consapevolezza della persona che siamo, dei sogni che non si sono spenti dentro di noi, è una forza che ci deve permettere di alzarci e di rimetterci in cammino.

Se è vero che la prima relazione dell’uomo è con sé stesso, è altrettanto vero che nella vita di una persona ci sono gli altri. Questi altri che ci sono stati tenuti lontani, che hanno patito lotte quantomeno simili alle nostre. Senza le relazioni ci spegniamo, non riusciamo a brillare perché ci manca qualcosa; qualcosa che abbiamo compensato con schermi e videochiamate, ma che ha fatto risaltare quel vuoto che è colmabile solo con la presenza fisica dell’altro accanto a noi. Isolarsi rallenta la crescita dell’uomo che è creatura e come tale, non può bastarsi da solo. Ed ecco che abbiamo sentito nel profondo la voglia di poter smettere di raccontare le cose al singolare e poter parlare di avventure e di vita che prende una forma plurale insieme agli altri.

Riconoscere la mancanza, ci ha messo di fronte a tante domande, tanti dubbi. Perché se è vero che oggi stiamo cercando di guardare al futuro, la paura che ci ha travolti a partire da marzo, ha lasciato il segno nella storia di ognuno. Così, quando abbiamo smesso di crederci invincibili, ci siamo chiesti se tutto questo arrivasse da qualcosa che va oltre noi, oppure se la terra ci abbia lanciato un campanello d’allarme.

L’Occasione Di Comprendere Chi Siamo

Una terra che nel silenzio delle città vuote ci ha mostrato quanta bellezza noi rischiamo di perdere, quanto cielo copriamo con nuvole di inquinamento. Ci ha mostrato che l’uomo è rumoroso, caotico, ma che ancora ha una speranza, se solo si mettesse in gioco nella semplicità delle sue scelte. Questa è una relazione che pensiamo sia obbligatoria, che il solo fatto di essere vivi ci dia il diritto di fare quello che vogliamo con la Terra che abbiamo a disposizione. E invece questo periodo ci ha dato l’occasione di comprendere che noi siamo della Terra ma che la Terra ci è data perché noi possiamo esserne custodi per noi stessi e per chi verrà dopo di noi. E non serve essere madri o padri per comprendere questo, ma ogni persona è un figlio, una figlia, quindi come tale può già comprendere che questa occasione di ripartire con una consapevolezza diversa, va sfruttata perché ci porti a compiere passi in avanti. Relazionarsi con ciò che ci circonda, cercare qualcuno, qualcosa che potesse accompagnarci nella tempesta, è stata una scelta di molti, per compensare quelle fragilità che hanno urlato dentro di noi a gran voce.

Questi mesi passati e questo oggi che stiamo vivendo, dovrebbero servirci da insegnamento per rieducarci alla relazione. Perché qualunque sia la dimensione della relazione che ci troviamo a vivere, essa ci permette di crescere, di creare qualcosa di nuovo nel mondo che ci sta attorno, di cui siamo parte integrante e viva.