Giudicare Ed Essere Giudicati. Quanto Siamo Fragili

giudicare

Giudicare ed essere giudicati, quanto siamo fragili… . Giudicare per il gusto di farlo, per sentirci meglio. Ma perché?

Di Bill Niada

Hai visto come è vestita Laura? Ma non si vergogna? Sai che Piero non ha pagato il conto? Che tirchione! Paolo sgomita per essere sempre il primo! Un competitivo insopportabile, Francesca fa bene a mettergli le corna!

Giudicare, Giudicare, Giudicare…

Siamo abituati a giudicare. Pensiamo sia giusto giudicare! Il nostro cervello non può farne a meno. Ci gratifica, ci fa sentire superiori e migliori. Ci mette in condizione di essere nel giusto. Di poter chiedere, sempre. Di poter criticare e spettegolare. Siamo arbitri degli altri, ma mai di noi stessi. Guardiamo fuori, ma difficilmente dentro. Mai dietro, per capire che scia lasciano i nostri giudizi e i nostri pregiudizi. Giudichiamo figli, mariti, genitori, colleghi, governo, religioni… Tutto spianiamo sotto i nostri occhi «santi» e le nostre menti spiccate. Però anche noi siamo giudicati. Spesso per le stesse ragioni per cui giudichiamo. E sentirsi giudicati può essere devastante.

Essere Fragili

Toglie il respiro, ma anche la sicurezza e l’autostima. Mina i giovani e produce rabbia che porta all’autodistruzione o alla volontà di distruzione. Perfino di popoli. Guerre e terrorismo. Tutto perché noi siamo fragili e non riconosciamo e accettiamo le nostre debolezze, preferendo accusare gli altri o sminuirli per acquisire un prestigio che è falso e volatile come foglie secche. Facciamo fatica a stare in silenzio ad ascoltare, osservando e basta. Facciamo fatica a guardarci dal di fuori pensando che se vogliamo dire la nostra dobbiamo essere dalla «parte dei bottoni». E per essere dalla parte dei bottoni, dobbiamo fare sforzi, perché spesso esserlo prevede sacrificio e rinunce. E per fare sacrifici si deve essere forti e lungimiranti. E per essere forti e lungimiranti, si deve riflettere e faticare… Ma non abbiamo tempo e non abbiamo voglia di fare fatica! Quindi alla fine è meglio giudicare e criticare senza troppi sbattimenti o ripensamenti. Però, per esperienza, i nodi vengono al pettine. Io non ho più capelli e non ho più nodi… Ma quanta fatica fare senza attendere ringraziamenti, o sapendo che ci saranno sempre critiche e invidie. Però ne vale sempre la pena…

Bill, uno che non è sui social, non ha la
televisione, ma che si sente ancora in mezzo
agli uomini e al mondo.