Sindrome Di Tourette E Leucemia. Due Pugili Molto Forti

Se hai la Tourette ti guardano non sapendo di cosa tu stia parlando. Se dici che hai la Leucemia, chi hai di fronte ti guarda con rispetto.

Un B.Liver

Mi spiace non poter firmare queste parole. Mi spiace davvero, ma non vorrei far credere di averle scritte per pena e per piangermi addosso. Per la medicina sono un soggetto malato. Malato cronico. La Sindrome di Tourette mi è stata diagnosticata quando camminavo da poco. La Leucemia, quando correvo già decine di chilometri.

Sindrome Di Tourette E Leucemia

Se la Sindrome di Tourette me la sento addosso, mi fa torcere, fare versi, scrocchiare la mandibola, spaccare i calici di vetro, aprire la portiera della macchina mentre è ad alta velocità, provare a tagliarmi con i coltelli affilati, fare pizzicotti alla mia compagna tanto da farle male, e altre cose apparentemente buffe, la Leucemia invece, è sempre stata silente. La pancia un poco gonfia, un senso di stanchezza e nulla più. All’apparenza, perché i globuli bianchi erano trenta volte il valore standard e la milza tre volte più grande del normale. Ho dovuto e voluto fare un trapianto di midollo per sistemare le cose e ad oggi sembra essere stata una scelta corretta. Il tempo dirà la sua.

La Leucemia Mieloide Cronica e la Sindrome di Tourette, mi è stato detto, siano entrambe malattie croniche. La Leucemia è un cancro al sangue, la Sindrome di Tourette un disturbo neurologico che prevede tic fisici che mutano nel tempo (per tipologia ed intensità) e uno stato mentale caratterizzato da ansia e disturbi compulsivo ossessivi. Non me ne voglia chi ha conoscenze in ambito medicale se ho silurato due malattie così complesse in due righe, ma questo articolo non vuole essere un trattato medico. Ho scelto di mettermi davanti alla tastiera per rabbia.

La Reazione Delle Persone

C’è una differenza abissale osservando come amici e parenti hanno reagito alla Leucemia, rispetto alla Sindrome di Tourette.

La Leucemia è un Cancro. È un Tumore. Di Leucemia si muore. A volte lentamente. A volte non ti accorgi nemmeno. La Sindrome di Tourette è…eh. Cos’ è la Sindrome di Tourette? È quella dell’abbandono? Forse quella di quei tipi su Youtube che se ne vanno in giro gridando, contorcendosi e dando della puttana alla cassiera del supermercato? Forte, da piangere dal ridere. Dopo trent’anni, ci sono ancora conoscenti che ridacchiano quando mi vedono fare un tic. Qualunque esso sia. È buffo, irriverente. Cosa pensereste se vedeste un tale che al ristorante spacca un bicchiere di vetro tanto lo stia schiacciando tra le dita? O se foste in una biblioteca silenziosa e un tale iniziasse ad avere un singhiozzo perenne? O se mentre guidate  il passeggero cercasse di aprire la portiera della macchina? O, perché no?, si premesse gli occhiali fino a romperli davanti a voi.

Probabilmente rimarreste stupiti, increduli. Probabilmente ridereste più o meno apertamente in base al vostro quoziente intellettivo. Cosa direste invece, se vi trovaste davanti un ragazzo di trent’anni nel pieno della sua forma fisica, con probabilmente più addominali di quanti ne abbiate mai avuti in vita vostra, che però afferma di essere malato di Leucemia? Pena. Occhi languidi, sguardo imbarazzato dal non saper cosa dire, ma soprattutto rispetto. Grande rispetto. Perché la Leucemia è un Cancro. E di Cancro si muore. Questa è la grande differenza. Quando non conosciamo qualcosa, automaticamente rimaniamo stupiti dallo scoprire che esiste. Che anche quello, a questo mondo, è possibile.

Tourette, Fare Tutto Quello Che Non Si Può Fare

Potessi spiegare a un bambino cosa è per me la Sindrome di Tourette, direi che è un qualcosa che ti fa fare tutto ciò che non si può fare. Mettetemi in una stanza, seduto di fronte a un tavolo con un grande pulsante rosso di fronte a me. Ditemi poi che assolutamente non posso schiacciarlo. Inizierò a volerlo schiacciare. Proverei a trattenermi, ma farei davvero fatica e, dopo poco, inizierei a sudare. Dovrei trovare il modo per fermare le mani, magari sedendomici sopra, così che siano un poco costrette a rimanere ferme. Ditemi poi che quel pulsante lo posso schiacciare quante volte voglio. Non vorrò più schiacciarlo e potrei stare ore lì dentro senza nemmeno accorgermi della sua presenza. Datemi un bicchiere di vetro spesso e resistente e per me sarebbe solamente un bicchiere di vetro spesso e resistente, utile a sorseggiare qualsiasi bevanda contenga. Datemi ora un calice sottile e delicato e inizierei a volerlo spaccare tra le mani. Anche qui, come prima, inizierei a sudare, faticare fino allo sfinimento. La Sindrome di Tourette, per me, è la perenne ricerca di qualche gesto che rilasci dentro me quel poco di adrenalina e aumento del battito cardiaco di cui ormai sono drogato. Rischiare di tagliarsi i polsi con il coltello fa paura e ti fa aumentare il battito cardiaco. Aprire la portiera della macchina a cento all’ora fa paura e ti fa aumentare il battito cardiaco. Così come fare male a qualcuno involontariamente, così come emettere un forte singhiozzo in una biblioteca silenziosa. Ma se la biblioteca diventasse caotica e rumorosa, non sarebbe più utile fare rumore. Non creerebbe adrenalina o paura. Sarei uno dei tanti rumorosi e nessuno noterebbe il mio gesto.

Leucemia VS Tourette, Due Pugili Forti

È una bella sfida, sinceramente. Leucemia e Tourette sono entrambi due pugili forti, molto forti. Uno è alla ribalta da anni, sulla bocca di tutti. È irruente e spietato. Arriva da dietro quando meno te lo aspetti e ti sbatte a terra. Tu devi essere capace di rialzarti subito, non devi esitare. Devi reagire, farti grosso alzare i pugni e menare. Menare tanto perché l’avversario è un gigante e, forte del suo ego e della sua nomea, non va al tappeto facilmente. L’altro invece, è bassettino e un poco mingherlino. Ha una strategia d’attacco più contenuta e meno irruente. Non ti colpisce in faccia ma sui fianchi e continua durante tutto il match. A dir la verità ti segue anche negli spogliatoi. Delle volte ti segue anche a casa. E continua, continua a colpirti. Vai a dormire ma lui continua e fai fatica ad addormentarti. In genere dalla mezzora all’ora. Al risveglio è ancora lì, piccoli continui pugni ai fianchi. Dopo trent’anni, il mio avversario è ancora lì. E non posso piegarmi o dire che fa male, perché come faccio a lamentarmi di lui? Lui non uccide. Quello che uccide l’ho affrontato a ventisette anni e ora sembra non esserci più. Ogni tre mesi lo cerchiamo, ma per ora non l’abbiamo più trovato. Speriamo non torni più, ma non potremo mai saperlo davvero.

La beffa è questa. È che quando vuoi sfogarti o cercare di spiegare il perché spacchi i bicchieri, chi ti conosce a volte ridacchia, a volte rimane spaesato. Il bicchiere basta non premerlo, la portiera basta lasciarla chiusa, il coltello basta usarlo per tagliare cibo e non tagliare te stesso e la mascella basta non farla scrocchiare. Dove sta la difficoltà? Il cancro, ahimè, non puoi fare nulla si sa, se non sperare e aggrapparti a qualche divinità sempre che tu sia credente.

Sguardi Di Sospetto E Sguardi Di Rispetto

Ma i tic sono movimenti che basta non fare e tutto si risolve. Sarebbe bello fosse così. Mannaggia quanto sarebbe bello! Il problema è che non puoi. Non puoi contenerti e se ci provi fai fatica, una fatica madornale che ti lacera dentro e ti fa arrivare a fine giornata sfinito. La beffa è doppia, perché oltre che ad arrivare a fine giornata stremato, vieni anche emarginato e deriso. E non puoi silurare la questione in due parole, perché se spieghi che hai la Sindrome di Tourette, i più ti guardano non sapendo di cosa tu stia parlando. Ma se dici che hai la Leucemia, chi hai di fronte ti guarda con rispetto. Lo vedi, l’ho visto: cambia lo sguardo, l’espressione del volto, cambia il tono di voce. Cambia tutto. Forse sono fortunato, perché se mi sento deriso per qualche tic, posso virare e dire che è colpa della Leucemia.

Mentre scrivo queste righe sono in attesa di scoprire se dopo tre anni, Leucemia, uno dei pugili più forti di tutti i tempi, è risalito sul ring. Tourette invece, è sempre qui a fianco a me. Mi piego un poco, ma non mi spezzo. Spesso mi chiedo cosa farei, se potessi scegliere quale pugile affrontare. Un cazzotto dritto in faccia che potrebbe buttarmi al tappeto all’istante e partita chiusa, o un peso medio alle calcagna fino a che mi sarà concesso di vivere. Ripeto questa domanda più volte ogni giorno, ma non mi rispondo mai. La verità vuole sappia bene la risposta, ma per rispetto di ragazzi come Francesco che hanno condiviso con me una camera di ospedale e fino alla fine hanno tenuto la testa alta, non la voglio dire. Non me la voglio dire. Perché la vita è davvero un dono raro. Tanto raro da sopportare bicchieri rotti, mascelle sganasciate e tutti questi buffi, apparentemente simpatici e irriverenti gesti strani. Viva la vita.