Essere Più Consapevoli. Non Ci Può Essere Crescita Continua.

Di Bill Niada

Da che mondo è mondo tutti i saggi la pensano allo stesso modo.

Da che mondo è mondo tutti gli uomini si comportano allo stesso modo.

Il Buddha, Confucio, Platone, Gesù Cristo, Maometto… tutte le religioni del mondo dicono le stesse cose. Sono tutti d’accordo che avidità, ricchezza, brama di potere, arroganza, prepotenza, ingiustizia, violenza, eccessi sono da combattere. Tutti hanno predicato che portano al male, al peggio, alla discordia, alla distruzione, alla deriva, un Mondo fatto per essere armonico e che tutto ciò disgrega e rende ingiusto.

Seguire La Propria «Legge»

Quasi tutti noi sosteniamo a parole che è vero, perché ce ne rendiamo conto, però pochi si comportano di conseguenza. Ognuno ha le proprie ragioni per derogare, per andare contro al buon senso, per seguire la propria «legge», i propri stati d’animo, generati da desideri illusori che sono opposti a quello che dovrebbe essere.

Addirittura governi, sistemi educativi, famiglie si basano e incitano comportamenti di aggressività, competizione, corsa al successo economico, conflitti religiosi, senza considerare ciò che realmente necessita per vivere bene in mezzo ai propri simili e sul nostro Pianeta.

Noi stessi pretendiamo dagli altri azioni e modi di essere che però non vogliamo applicare quando rivolti a noi stessi. È sempre l’altro che si deve comportare e pensare «per bene», mentre per noi ci sono sempre ragioni per non farlo. Però noi siamo gli altri, se cambiamo il punto di vista, e non averlo bene chiaro in testa porta danni a tutti.

Eliminare Il Superfluo

Noi viviamo nella società della crescita, ma non può e non deve esistere una crescita infinita. Sarebbe un disastro, un mondo non sostenibile. Noi dobbiamo mirare all’equilibrio, interno, esterno e di ciò che ci sta intorno. Solo così potremo vivere bene.

Cercando di capire a fondo ciò di cui davvero necessitiamo, ciò che serve e cosa invece è superfluo. Ciò che genera armonia e ciò che invece produce conflitto.

Siamo tutti legati, ora in modo planetario, e ciò che viene tolto a Est, ne fa risentire l’Ovest. Ciò che si fa negli USA, impatta dovunque. La plastica gettata in India, finisce nel mare di tutti. La Terra deve stare in equilibrio, altrimenti si ribella. Ciò che le viene rapito, in qualche modo se lo riprenderà. Lei ha imparato a sopravvivere da milioni di anni. Noi siamo affittuari temporanei.

Ora ci viene dato uno stop, per fermarci a riflettere, capendo come si può vivere in un modo alternativo a quello che pensavamo fosse giusto e immodificabile. Approfittiamone per analizzare e analizzarci in modo da riprendere più consapevoli i prossimi passi. Le indicazioni sono chiare e forti. L’esperienza è di tutti. Le condizioni, le medesime. Tutti siamo stati fermati a riflettere.

Un’amica mi ha detto che descrivo pensieri retorici. Probabilmente è vero, però non sono retorici i nostri comportamenti, che forse avrebbero bisogno di maggior coerenza tra ciò che sembra ovvio pensare, ma che quasi mai perseguiamo.

Perché tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare.

Bill